Da Berlino a Danzica, sulla strada della memoria

September 20, 2013  •  9 Comments

Il nostro viaggio di quest'anno vuole ripercorrere in immagini alcuni luoghi significativi di uno dei periodi più bui della nostra storia. Dalla Germania dell'est alla Polonia, da Berlino fino a Danzica, attraverso alcune delle principali città polacche senza tralasciare i campi di sterminio di Auschwitz, una sorta di pellegrinaggio per non dimenticare... La prima tappa sarà proprio Berlino, da capitale del Terzo Reich, a malinconica testimone di uno degli atti più vergognosi del regime comunista: l'innalzamento del famigerato muro che nel 1961 ha diviso in due per ben 28 anni non solo la città, ma anche tante povere famiglie. Come la Fenice che rinasce dalle sue ceneri, la Berlino di oggi è davvero e letteralmente rinata dalle sue ceneri e si presenta al visitatore come una città moderna e vivace. La guerra e il comunismo sono un pallido ricordo che ha lasciato qua e là dei segni tangibili, ma vivi più che mai nel cuore e nelle menti di chi ha vissuto quell'incubo...

sab 20 - Da Como a Berlino

Sono le 7 in punto quando partiamo con l'immancabile Peugeot per andare alla scoperta di un'altra parte di Europa che non avevamo mai visto, ma che ci ha sempre affascinato: la Polonia. La prima tappa è Berlino. Avevamo già visitato la capitale tedesca nel 2009, ma il nostro viaggio "della memoria" non poteva prescindere da una meta così importante. I km sono 1000 e le ore di viaggio si protraggono fino a diventare 12 e mezza. Arriviamo, infatti, a destinazione alle 19:35. Che stanchezza ragazzi... L'hotel scelto per i due pernottamenti si chiama Transit e si trova in Hagelbergerstrasse, a circa 3 km dal centro della città. Non è malaccio, considerando che è stato ricavato all'interno dei locali di una ex fabbrica. Le camere hanno dei finestroni enormi che, una volta chiusi, permettono di godere della quiete più assoluta. Il bagno è un po' minuscolo, ma per una breve sosta come la nostra va più che bene. La giornata di oggi, tra l'altro caldissima con cielo terso, si conclude presto. Siamo troppo stanchi per uscire. Berlino può aspettare domani...

 

dom 21 - Berlino

Questa mattina ci siamo alzati di buon'ora, abbiamo fatto colazione alle 7 e alle 7:30 eravamo già in strada, in direzione del centro (ovviamente a piedi, tanto per mantenerci in forma). Cielo azzurro, nemmeno una nuvoletta all'orizzonte, ma come, fa già caldo al mattino presto, non siamo mica a nord? Il clima è proprio cambiato, non c'è dubbio... Camminare è stancante, devo ammetterlo, ma ti permette di vedere scorci e cogliere scene di vita che altrimenti ti sfuggirebbero. I primi scatti sono dedicati così a un edificio particolare, a delle mura piene di graffiti, a una bicicletta abbandonata lungo la strada. La città dorme ancora, è domenica, sono poche le persone che incrociamo frettolose lungo le vie.

Berlin suburbsBerlin suburbs Berlin graffitiBerlin graffiti Ci dirigiamo verso Potsdamer Platz e lungo il percorso fiancheggiamo una parte di muro rimasto in piedi, che impressione se si pensa a quello che rievoca...

Berlin beyond the wallBerlin beyond the wall Passiamo poi davanti al Bundesrat e sorprendiamo poco più avanti un poliziotto intento a installare un autovelox volante!

BundesratBundesrat Preparing a mobile autoveloxPreparing a mobile autovelox Eccoci ora a Potsdamer Platz, un tempo divisa in due dal muro e oggi uno dei più importanti centri finanziari e affaristici della città. Immortaliamo alcuni scorci vicino alla stazione e alcuni frammenti di muro dipinti, con una rievocazione fotografica e scritta del prima e del dopo. Non siamo soli, una coppia di giapponesi più mattinieri di noi ci ha preceduti!

Potsdamer PlatzPotsdamer Platz Pieces of wall in Potsdamer PlatzPieces of wall in Potsdamer Platz Il nostro viaggio prosegue fino al memoriale in omaggio agli ebrei caduti in guerra. Si tratta di una serie di costruzioni rettangolari di varie dimensioni e di colore grigio scuro che rievocano delle tombe.

Taking a restTaking a rest Da lì ci dirigiamo verso la porta di Brandeburgo, l'ultima porta rimasta a Berlino e anche il suo monumento più noto e carico di memorie. Quando la DDR (la Repubblica democratica tedesca) chiuse il confine con Berlino Ovest nel 1961, la Porta di Brandeburgo si trovò improvvisamente nella terra di nessuno, proprio lungo il muro. Quando fu finalmente riaperta il 22 dicembre 1989 divenne il teatro dei festeggiamenti per la libertà.

The Brandenburg Door (das Branderburger Tor)The Brandenburg Door (das Branderburger Tor) Dalla Porta di Brandeburgo ci spostiamo verso il vicino Reichstag, sede del Parlamento tedesco, prenotiamo una visita che avrà inizio di lì a due ore circa e ne approfittiamo, nel frattempo, per girare un po' a zonzo. Costeggiamo il fiume, scattiamo qualche foto ai panorami e a qualche spezzone di vita quotidiana, attraversiamo un mercatino dell'antiquariato, dopodiché andiamo verso il duomo. Si tratta di un'imponente costruzione, la più grande cattedrale protestante in Germania. Non abbiamo percorso i 270 gradini che portano alla terrazza panoramica, perché il caldo era davvero allucinante, ma ci siamo accontentati di immortalare l'imponente chiesa dall'esterno.

Eternal love on Spree river in BerlinEternal love on Spree river in Berlin Small market of old stuffSmall market of old stuff Walking down the streetWalking down the street Dom and FerneseheturmDom and Ferneseheturm Siamo tornati poi verso la Porta di Brandeburgo e al Reichstag per la visita che avevamo prenotato della cupola, la nostra seconda visita, ma non per questo meno affascinante. Dopo i controlli di sicurezza di rito, siamo saliti con l'ascensore e ci siamo ritrovati in brevissimo tempo all'interno di questa straordinaria opera architettonica che permette di gettare uno sguardo all'interno del parlamento tedesco. Visita assolutamente da non perdere per chi arrivi nella capitale tedesca.

The German Parliament (Reichstag)The German Parliament (Reichstag) ReflectionsReflections Scesi dalla cupola la nostra meta successiva è stato il Checkpoint Charlie che per 28 anni ha rappresentato uno dei principali passaggi attraverso il muro di Berlino, riservato a diplomatici, funzionari delle ambasciate e truppe alleate. Che emozione attraversare questa storica linea di confine...

Checkpoint CCheckpoint C Checkpoint Charlie in black and whiteCheckpoint Charlie in black and white Abbandonato il Checkpoint C andiamo verso Alexander Platz con la Fernseheturm, la torre della televisione alta ben 368 metri. Quanti km abbiamo macinato oggi e che caldo... Lasciamo la piazza, costeggiamo ancora la porta per qualche scatto crepuscolare, ci fermiamo ammirati ad assistere alle evoluzioni di un simpatico gruppo di break-dancer e torniamo verso l'hotel.

Breakdancers in BerlinBreakdancers in Berlin Addio Berlino, città dalle mille sfaccettature, teatro di eventi drammatici e oggi resuscitata dalle sue ceneri... Domani si parte per la Polonia.

lun 22 - Da Berlino a Poznań

La nostra prima meta polacca è la città di Poznań. Si trova a circa 265 km da Berlino e ci impieghiamo tre ore esatte per raggiungerla. L'autostrada è pressoché deserta e si paga la tratta al casello di uscita dopo aver ritirato un biglietto a quello di entrata, stile autostrada italiana. L'hotel Moderno, scelto per il pernottamento, è molto "moderno" nel vero senso della parola. Nonostante il nostro arrivo anticipato rispetto al check-in, ci preparano subito la camera e dopo breve attesa possiamo entrare a rinfrescarci. Lo staff è cordiale, ma parco nel dare indicazioni. La receptionist si limita a dirci che possiamo andare in centro con il treno (presumibilmente il tram!), ma senza indicarci di preciso dove andare a prenderlo. Ci incamminiamo a piedi verso la città vecchia (stare miasto), ma dopo un tratto apparentemente lungo, ma in definitiva troppo corto (ma dov'è il centro? Sembrava più vicino... e perché il sole continua a picchiare così implacabile?) decidiamo di affidarci alle amorevoli cure di un taxista che per 25 zloty ci porta alla piazza del mercato vecchio. Che meraviglia! Il municipio che troneggia al suo interno è fantastico ed è circondato da case con facciate in stile gotico, rinascimentale, barocco e neoclassico. Da non perdere le coloratissime "merchant houses" e le chiese circostanti.

Poznan, the old market square with the town hallPoznan, the old market square with the town hall Giriamo per le vie del centro storico, poi prendiamo un tram e ci dirigiamo verso la città "nuova" per ammirare la bella cattedrale dalle forme gotiche. Raggiungiamo il laghetto di Malta e riprendiamo poi il tram per tornare nella città vecchia.

Poznan, the cathedralPoznan, the cathedral Malta lakeMalta lake Bisogna fare un po' di attenzione quando si esce dalle zone più turistiche, perché si incontrano mendicanti che ti chiedono soldi per strada, ubriachi e individui dall'aspetto non proprio raccomandabile. La povertà è tangibile e, pur essendo la Polonia un paese abbastanza sicuro, è meglio tenere gli occhi aperti. Tornati nella piazza del mercato vecchio ci fermiamo in un ristorantino e ci gustiamo una deliziosa cena all'aperto. Il costo della vita è più basso rispetto all'Italia e anche per mangiare si spende relativamente poco. Ora il problema è come tornare in albergo. Non sappiamo come si chiami la fermata del tram vicino alla nostra via e, nonostante una coppia di polacchi cerchi invano di darci una mano, non ci resta che prendere un altro taxi. Anche questa serata volge al termine. Domani si parte per Breslavia.

mar 23 - Da Poznań a Wrocław (Breslavia)

Stamattina, dopo una lauta colazione, si parte alla volta di Breslavia dove ci fermeremo 2 notti. Sono solo 169 i km che ci separano da questa seconda meta polacca, ma ci vogliono esattamente 3 ore per percorrerli. Il navigatore ci fa passare in mezzo a una serie innumerevole di paesi con limiti di velocità piuttosto ridotti. Attraversiamo distese di grano e granturco e ci rendiamo conto di come i paesini siano piuttosto poveri, le case sembrano molto vecchie e a volte un po' disfatte. Le strade sono per lunghi tratti abbastanza dissestate e qua e là incontriamo degli autovelox segnalatici per fortuna dal nostro valido "coyote"! Ed eccoci a Breslavia... L'ingresso in città non è dei più felici, il Tom Tom ci vuole far svoltare dove non si può, perde a tratti il segnale e il centro è caoticissimo. Infine, giungiamo davanti all'hotel Polonia e ci fermiamo sulla strada per chiedere dove poter parcheggiare. Purtroppo la comunicazione lascia un po' a desiderare, si fatica a farsi comprendere in inglese e dopo alcuni tentativi infruttuosi, finalmente ci capiamo e il ragazzo della reception mi indica dove parcheggiare in attesa che preparino la camera. Ok, ce l'abbiamo fatta!! Entriamo nel ristorante adiacente all'hotel e pranziamo con una bella zuppa di cipolle seguita da bistecca di pollo con contorno di patate e barbabietole. A dire il vero non abbiamo avuto la possibilità di sceglierci il menu e abbiamo mangiato quello che passava il convento! La cucina polacca ha come piatto forte la carne, soprattutto di maiale, e le zuppe, ma stasera cercheremo di trovare una bella pizzeria, chissà come sarà la pizza polacca... Continuate a leggere e lo saprete, ma adesso un po' di riposo. La visita alla città vecchia può aspettare...
Mmmhh... Dove eravamo rimasti? Ah, sì, la pizza! Bene, dopo aver aggiornato il diario di viaggio ed esserci rilassati qualche oretta siamo usciti dall'hotel per dirigerci verso il centro. Che bella cittadina questa Breslavia, tutta pullulante di vita. La strada che porta verso il centro storico con la piazza del mercato è stracolma di persone, un andirivieni unico e tantissima gioventù. Ma la vera sorpresa la troviamo racchiusa nella piazza del mercato della città vecchia: il municipio, credo uno dei più belli di tutta la Polonia, è lì che ci attende in tutta la sua magnificenza di guglie e decorazioni. Ispira quasi soggezione tanto si erge altero e al contempo gioioso nel suo svettare verso il cielo di un blu quasi irreale... Gli edifici che circondano e delimitano la piazza non sono da meno, ricchi e colorati. Clic, clic, clic, impossibile non immortalarli.

The beautiful town hallThe beautiful town hall Breslavia, the beautiful houses of the old cityBreslavia, the beautiful houses of the old city E che belle le due case all'angolo nord-ovest della piazza del mercato, sono dette Hansel e Gretel.

The two houses called Hansel and GretelThe two houses called Hansel and Gretel Ma non ci limitiamo al centro storico. Vogliamo andare alla ricerca della maestosa cattedrale dalle altissime guglie e per farlo ci dirigiamo verso il fiume che attraversa la città, l'Odra. Ecco la cattedrale, qualche scatto dalla sponda opposta del fiume e poi attraversiamo il ponte e ci avviciniamo.

Breslavia, the cathedralBreslavia, the cathedral Bellissima. Non entriamo a visitarla, siamo affamati e torniamo verso il centro alla ricerca della famosa pizzeria. La troviamo, si chiama Capri e si trova nella Galeria Italiana. Entrati, ordiniamo due pizze vegetariane con due birre medie. La pizza non è esattamente come quelle a cui siamo abituati a casa, ma è comunque gustosa e spendiamo l'equivalente di 16 euro... in due! La giornata volge al termine, qualche scatto notturno lungo le vie e rientriamo in hotel. Domani torneremo nella bella piazza del mercato e andremo alla ricerca di qualche nuovo scorcio da fotografare. La prima impressione che ci ha fatto questa vivace cittadina che conta circa 632.000 abitanti è stata ottima.

mer 24 - Wrocław

Dopo una notte piuttosto agitata e trascorsa a cacciare zanzare (gulp!) facciamo colazione e alle 8 siamo pronti per tornare verso il centro. Altra giornata bellissima, con cielo terso e aria fresca nelle zone d'ombra. Non si può desiderare di più... Oggi vogliamo scattare qualche foto inusuale, non i soliti panorami o monumenti, ma scene di vita, luoghi che ci colpiscano per la loro normalità, insomma, fuori dai canoni della foto turistica. È divertente guardare la realtà attraverso il mirino di una fotocamera, ogni cosa assume una veste e un valore diverso. Catturiamo degli attimi, immortaliamo persone, creiamo un reportage.

Towards the end of the tunnelTowards the end of the tunnel The long waitThe long wait Going through...Going through... Watching through the barsWatching through the bars L'intera mattinata è dedicata a questo e gironzoliamo senza meta fino a mezzogiorno inoltrato per poi tornare al nostro albergo. Pranzo e riposo. Stasera usciremo ancora per la cena e per salutare come si deve questa deliziosa città. Domani si parte per Czestochowa.

gio 25 - Da Wrocław a Czestochowa

Sveglia alle 6:30, oggi lasciamo l'hotel Polonia di Wrocław per raggiungere Częstochowa che si trova circa 260 km più a sud. Abbiamo prenotato un pernottamento in questa cittadina, perché desideriamo andare a visitare Jasna Góra. Su questo rilievo a mt 293 s.l.m. (un centinaio di metri al di sopra della città) si trova un monastero che venne fondato nel 1382 dal duca Ladislao di Opole per dare rifugio ai monaci Paolini cacciati dall'Ungheria. Due anni più tardi agli stessi monaci fece dono della venerata icona della Madonna con il bambino. Non sto a descrivere il resto della storia, mi limito a ricordare che nel 1717 venne effettuata la prima incoronazione della Madonna Nera quale "regina della Polonia". Sulla guancia della Vergine sono visibili due piccoli sfregi che, secondo la tradizione, sarebbero stati fatti appositamente con il bulino in memoria del sacrilego oltraggio avvenuto oltre 300 anni prima ad opera di predoni che assaltarono il monastero, danneggiando il quadro. Centinaia di migliaia di pellegrini accorrono ogni anno da ogni dove per recar omaggio alla Madonna Nera e anche noi desideriamo unirci a loro. Il caldo degli scorsi giorni sembra aver allentato un po' la presa. L'hotel scelto, il Grand, è molto carino, ha un parcheggio privato e gratuito e la receptionist è molto affabile, niente a che vedere con lo staff dell'hotel Polonia che abbiamo lasciato questa mattina. Tra poco usciremo alla scoperta di Częstochowa, stay tuned!
Rieccomi qui... La visita al santuario di Jasna Góra è stata una bella esperienza. Ci siamo avvicinati in auto e abbiamo parcheggiato in una grossa area antistante il sito religioso. Se pensavamo, dato il giorno della settimana, di trovare poche persone ci sbagliavamo di grosso: il luogo era letteralmemte gremito di pellegrini, la maggior parte polacchi e abbiamo faticato ad avvicinarci all'icona della Vergine nera che abbiamo preferito non fotografare per rispetto nei confronti di ciò che rappresenta e dei numerosi fedeli inginocchiati in adorazione. Atmosfera molto mistica in questo fantastico santuario che, imponente, al termine di un lunghissimo viale, domina e al contempo protegge benevolmente la città sottostante. DetailsDetails Chestokowa, the Black Virgin's CathedralChestokowa, the Black Virgin's Cathedral OrganOrgan The bell and the popeThe bell and the pope Dopo aver scattato un po' di foto soprattutto all'esterno e sempre sotto a un sole impietoso, ci siamo diretti verso la città vecchia. Per chi pensasse che Częstochowa non abbia nulla da offrire se non il suo magnifico santuario, si sbaglia di grosso. Vivere un luogo significa addentrarsi anche nei suoi meandri più nascosti, quelli che nessun turista avrebbe voglia di andare a vedere. Ed è lì che si scoprono quei tesori che forse solo l'occhio di chi è abituato a guardare attraverso un mirino sa cogliere. I volti delle persone che ti guardano incuriosite, mentre cammini con una fotocamera al collo, le stradine dissestate, le case molto vecchie e talvolta cadenti, una via in pieno rifacimento, senza manto stradale, ma con dei fantastici lampioni nuovi di zecca.

Chestokowa, the old cityChestokowa, the old city The workersThe workers Old street, but new street lampsOld street, but new street lamps Chissà come brillerà quando i lavori saranno terminati! Ma le case sono diroccate, sembra di essere a Beirut dopo la guerra e lì, all'angolo, due ragazzine intente a chiacchierare danno un tocco di vivacità a una parte di città altrimenti deprimente.

Friends chattingFriends chatting C'è anche un mercato, entriamo, camminiamo, guardiamo... Quante voci si accavallano le une alle altre... Usciamo e torniamo verso il parcheggio, ripercorrendo a ritroso il bellissimo viale che si diparte dal santuario. È stata una bella giornata, piena e ricca di esperienze. La sera ceniamo in una pizzeria vicino a Jasna Góra e rientriamo poi in hotel. Domani si parte per Cracovia dove rimarremo 3 giorni.

ven 26 - Da Czestochowa a Cracovia

Il tragitto da Częstochowa a Cracovia non è molto lungo e ci impieghiamo circa 3 ore ad arrivare. Il check-in presso l'albergo Florian, scelto per il nostro soggiorno di 3 giorni, parte dalle 14:00 come per la maggior parte di alberghi polacchi, ma speriamo comunque di avere la camera prima del tempo. Non abbiamo fortuna. La dolce donzella che ci accoglie e che parla un inglese quasi perfetto, rammaricata, ci informa che dobbiamo attendere almeno fino alle 12. Dopodiché ci dà tutte le indicazioni per raggiungere il centro in bus. L'albergo in questione è ottimo per la vicinanza alla fermata del bus 129 che porta direttamente in centro davanti alla Galeria Krakowska, un mega centro commerciale che farebbe la gioia di qualsiasi shopping-addict! Ne consigliamo la visita, è pieno zeppo di negozi e si divide su più piani. All'interno del centro sono, inoltre, visibilissime tutte le indicazioni per la città vecchia (stare miasto) e la fermata dei bus/tram. Prima di descrivere le bellezze di Cracovia, vorrei tornare un attimo sull'albergo Florian di cui sopra. Consiglio: non andateci!!! L'unica nota positiva è la vicinanza alla fermata del bus e il parcheggio all'interno dell'hotel. Per il resto, camera piccola, calda, maleodorante e rumorosa. Colazione non eccezionale e... ciliegina sulla torta... non puliscono le camere se non viene espressamente richiesto, mah! A parte questo piccolo incidente di percorso, aggravato dal fatto che, effettivamente, la camera ci è stata data alle 14 in punto (altro che a mezzogiorno) e che siamo stati costretti dopo il giro in centro ad uscire di nuovo per cercare un ristorantino visto che in hotel non davano da mangiare, nonostante il sito di Booking.com dicesse il contrario, Cracovia è una città favolosa! Dalla Galeria Krakowska si arriva in pochi minuti a piedi in centro, ovvero nella piazza del mercato. Già la via che vi conduce là è tutta da ammirare...

Searching for a special oneSearching for a special one Welcome to CracowWelcome to Cracow Lungo la strada artisti espongono i loro quadri, qua e là qualche cantante improvvisato si esibisce nel suo miglior repertorio speranzoso di ricevere qualche moneta in cambio. E quanta gente gremisce la strada, che bello, ci si sente proprio in vacanza! La vera sorpresa vi aspetta in piazza e abituatevi... se visitate qualche città della Polonia è sempre la piazza della città vecchia a celare i tesori più preziosi. Il municipio è molto bello e anche la Chiesa della Vergine Maria che si affaccia su una piazza enorme, almeno 200 metri quadrati. Le belle carrozze trainate da cavalli bardati a festa vi incanteranno mentre sfileranno davanti ai vostri occhi spalancati di fronte a cotanta bellezza.

The beautiful RynekThe beautiful Rynek Horses trottingHorses trotting Siete a Cracovia, la città del nostro amato papa, ma anche la città del ghetto ebreo, il famoso Kazimierz. Ed è stata questa una delle nostre mete. Ci siamo andati dopo aver visitato dall'esterno la fortezza del Wavel, il bel complesso che sorge a circa 1,2 km dal centro storico e raggiungibile a piedi seguendo la strada che attraversa il parco. Questo colle calcareo alto 25 metri è il luogo più famoso della Polonia. Attualmente vi sorgono il Castello Reale e la Cattedrale. Secondo una credenza diffusa fra gli induisti, come a Gerusalemme, Roma, Velehrad, Delfi, la Mecca e Delhi, anche a Cracovia, sul Wavel, nel cortile del Castello Reale sembra si trovi uno dei sette Chakra della Terra a cui corrispondono i sette centri energetici del corpo umano. La leggenda dice che Shiva avrebbe gettato, in dono all'umanità, sette pietre magiche in sette direzioni diverse e i sette luoghi avrebbero cominciato a irradiare l'energia positiva della divinità. Leggenda a parte, gli induisti ritengono che tali luoghi forniscano una speciale forza spirituale e questo spiegherebbe, perché Cracovia sia sempre uscita indenne dalle più devastanti invasioni, ultima in ordine temporale quella dei nazisti. Per scattare qualche bella panoramica occorre scendere e costeggiare il fiume sottostante, la Vistola.

The Wawel with its castleThe Wawel with its castle Dal Wavel ci siamo poi diretti verso il quartiere ebraico alla ricerca di segni del passato. Gli edifici sono piuttosto rovinati e imbrattati, quasi ovunque, da scritte. Sta scendendo la sera, passiamo di fianco alla moschea, giriamo per le vie, all'esterno di una chiesa ebraica si raccoglie un gruppo di persone festanti, probabilmente è appena terminata una cerimonia e i loro volti sono ridenti, le voci gioiose. Gli uomini indossano i tipici copricapo a papalina e anche le donne portano dei cappellini. Vorremmo avvicinarci di più per scattare qualche foto, ma temiamo che possano non gradire e ci limitiamo ad osservare. Ormai è ora di cena, abbiamo perso la cognizione del tempo e ci fermiamo con lo stomaco brontolante in un locale situato di fronte a un antico centro di studi ebraico. Mentre attendiamo la nostra insalatona (p.s. si mangia bene in Polonia!) ci sfilano davanti, in tutta fretta, un gruppo di giovani ebrei, con barba lunga, abito nero a tonaca e copricapo nero. Sono talmente veloci che non facciamo in tempo a rubare nemmeno uno scatto! Mangiamo e torniamo in centro, un'altra bella camminata giusto per smaltire la cena...

A street in the Jewish quarter (Kazimierz)A street in the Jewish quarter (Kazimierz) Shop signsShop signs Kazimierz, an old Jewish study centerKazimierz, an old Jewish study center Kazimierz, SzaraKazimierz, Szara Domani ci attende una lunga giornata, la visita ad Auschwitz.

sab 27 - Auschwitz

La visita di oggi ha un enorme valore, è quel viaggio nella memoria che ci ha spinto a scegliere la Polonia quale meta per le nostre vacanze. Abbiamo prenotato una visita guidata, vogliamo sapere, capire, approfondire, andare oltre le poche nozioni storiche. Oggi è dedicato alla visita del museo di Auschwitz, noto anche come Auschwitz 1 e di Auschwitz-Birkenau, i due campi di sterminio più famigerati della storia del nazismo. Qui, fra il mese di giugno del 1940, data in cui venne aperto il campo, e il mese di gennaio del 1945, sono stati deportati e uccisi circa 1.500.000 prigionieri, la maggioranza dei quali ebrei, un vero e proprio sterminio di massa. La visita comincia da Auschwitz 1, quello che era stato un tempo il centro operativo e decisionale delle SS. Chiamiamolo la mente, laddove Auschwitz-Birkenau, a circa 3 km di distanza, era il braccio. Per darvi un'idea delle dimensioni: Auschwitz 1 poteva contenere fino a 16.000 detenuti, Auschwitz-Birkenau 100.000. Inizialmente il campo era stato concepito come carcere per i detenuti polacchi e per i dissidenti, successivamente ha assunto la connotazione che tutti tristemente conoscono, quella di campo di sterminio. Ad Auschwitz 1 venivano eseguiti esperimenti medici di vari tipi. I bersagli erano indiscriminatamente bambini, con una spiccata predilezione per i rom, donne e uomini. Non voglio descrivere le atrocità che la perfetta macchina della morte hitleriana è riuscita ad escogitare e a mettere in pratica. Andare ad Auschwitz significa confrontarsi con una realtà terribile, commuoversi, piangere di fronte alle montagne di capelli, di scarpe, di protesi, di valigie di centinaia di migliaia di poveri innocenti. Proprio i sopravvissuti hanno desiderato che questo campo diventasse un museo. E, infatti, come tale è stato aperto al pubblico subito dopo la fine della guerra, perché la gente vedesse e capisse, perché non debbano più verificarsi simili atrocità. Fa male, è impressionante, ma tutti dovrebbero fare quest'esperienza una volta nella vita. Purtroppo, gli avvenimenti che sono successi fanno parte della nostra storia, ci interessano molto da vicino e non possono lasciare nessuno indifferente. Il nostro accorato omaggio a tutti coloro che hanno fatto le spese della follia umana...

Auschwitz Museum, entrance to the concentration campAuschwitz Museum, entrance to the concentration camp Entrance to block 10, the terrible oneEntrance to block 10, the terrible one Vorsicht (attention)Vorsicht (attention) Auschwitz-BirkenauAuschwitz-Birkenau

dom 28 - Wieliczka, le miniere di sale

Dopo l'esperienza decisamente impressionante della visita al campo di Auschwitz, abbiamo deciso di concederci qualcosa di più rilassante e di andare a visitare le miniere di sale di Wieliczka, una località poco distante da Cracovia. Le miniere, attualmente in funzione, contano oltre 300 km di percorsi sotterranei, ma il nostro giro si limita a poco più di 3 km e arriveremo a 135 metri di profondità. Abbiamo prenotato una visita guidata con la stessa agenzia che ci ha portato ieri al campo, la Discover Cracow.eu. Nulla da ridire sull'agenzia, solo l'organizzazione ha lasciato un po' a desiderare. I tempi di attesa per la raccolta hotel per hotel di tutti i partecipanti è stata lunghissima, per entrambi i tour. A parte questo inconveniente, possiamo dire che la visita alle miniere è stata interessante. Inizialmente si scende facendo 354 gradini e gradualmente si arriva a un totale di oltre 800. La temperatura è di circa 15 gradi, un bel sollievo dopo il caldo africano di questi giorni. Penso che ci ricorderemo di questo viaggio come del più caldo in assoluto! Durante il percorso sotterraneo si ha modo di entrare in contatto con il sale che ricopre tutte le pareti e si accede a una bellissima cappella, molto ampia e ricca di statue (fra cui quella di papa Giovanni Paolo II). C'è chi si sposa qui, davvero particolare e tutta da ammirare. Al termine del percorso si risale in superficie con un velocissimo ascensore.

Esperienza positiva, ma che non ci sentiamo di consigliare. Potendo riorganizzare la giornata, sarebbe stato preferibile andare a visitare la città "modello" del regime socialista, Nowa Huta, che per ragioni di tempo dobbiamo, purtroppo, escludere dal nostro tour. Rientrati a Cracovia ci siamo concessi un'ultima visita al quartiere ebraico per poi tornare in hotel e, armati di cavalletto, tornare verso la città vecchia per la cena e le ultime foto di Cracovia by night.

Jewish ReastaurantJewish Reastaurant Old Jewish signsOld Jewish signs Rynek by nightRynek by night Addio Cracovia, una città che rimarrà nel nostro cuore...


lun 29 - Da Cracovia a Varsavia

La nostra meta di oggi è la capitale polacca, Varsavia. Prima di lasciare Cracovia, però, facciamo una piccola deviazione sul percorso per fermarci davanti alla fabbrica di Oskar Schindler, colui che con grande coraggio e astuzia riuscì a salvare la vita di 1200 ebrei destinati alla deportazione ad Auschwitz. Vi lasciamo immaginare l'emozione indescrivibile che abbiamo provato nel trovarci davanti al vecchio stabilimento sulle cui facciate compaiono le fotografie di tutti gli "ebrei di Schindler".

Schindler factory, a detailSchindler factory, a detail They survivedThey survived Dopo alcuni scatti alle facciate siamo ripartiti. La strada che separa Varsavia da Cracovia è lunga circa 337 km e arriviamo a destinazione intorno alla 13:45. Il traffico è molto intenso e la prima impressione che abbiamo della città, dopo aver visto l'affascinante Cracovia, non è molto positiva. Il nostro hotel, Il Gromada, è in centro, vicino al bellissimo Palazzo della Cultura e della Scienza (voluto da Stalin).

The beautiful Palace of Science and CultureThe beautiful Palace of Science and Culture Da qui ci vogliono circa 15 minuti per arrivare nella città vecchia e la prima impressione negativa si trasforma subito in meraviglia non appena ci si apre davanti agli occhi la bella piazza con i colorati edifici antichi. La meraviglia diventa accorata ammirazione una volta raggiunto il castello reale e la piazza del mercato. Dalle mura si intravede il fiume e lo stadio in lontananza. Meraviglioso è la prima parola che mi viene in mente. Peccato che oggi la temperatura esterna tocchi i 37 gradi e non si riesca a godere appieno di ciò che vedono i nostri occhi. Non ci perdiamo comunque d'animo e giriamo per le vie fino a sera, per poi fermarci in un ristorantino all'aperto e gustare un tipico piatto polacco accompagnato da due belle birre. Torniamo in albergo ripromettendoci di visitare meglio la città il giorno successivo...
Taking a pictureTaking a picture

mar 30 - Ancora Varsavia

Stamattina sembra che la temperatura sia propizia a un altro bel giro della città. Il termometro è sceso considerevolmente rispetto a ieri, meno male, e il cielo si presenta nuvoloso e a tratti incombente, un cielo "da foto" !!! Decidiamo di visitare la Varsavia ebraica, fedeli al nostro viaggio della memoria. Passiamo ancora una volta attraverso la città vecchia e immortaliamo alcuni angoli caratteristici, pensando con stupore all'enorme lavoro che l'indomita popolazione di questa fiera capitale ha dovuto accollarsi per ricostruire l'intera "old city" dopo che la furia di Hitler per l'insurrezione ebraica del 1944 l'aveva fatta radere al suolo.

Krakowskie PrzedmiescieKrakowskie Przedmiescie ContrastsContrasts Provate a pensare a un intero settore di città, con tutti i suoi tesori più preziosi, raso al suolo, con i sovietici che stavano indifferenti a guardare sull'altra riva del fiume... Questa perla preziosa che è la città vecchia è stata interamente ricostruita basandosi su vecchi dipinti e fotografie antecedenti la distruzione. I lavori di ricostruzione sono terminati nel 1962. Con in mente questi fatti tutto quello che si para davanti agli occhi diventa ancora più straordinario. Ci dirigiamo verso il monumento in memoria dell'insurrezione di Varsavia cui ho accennato poc'anzi.

A detail of the monument of Warsaw uprisingA detail of the monument of Warsaw uprising Da lì andiamo verso il monumento dei caduti nell'est e per terminare alla Umschlagplatz, il memoriale costruito nel luogo in cui venivano chiamati a raccolta gli ebrei del Ghetto di Varsavia per essere caricati sui treni che li avrebbero portati alla morte, nel campo di Treblinka.

Monument of those killed in the EastMonument of those killed in the East Umschlagplatz, to rememberUmschlagplatz, to remember La mattinata ormai volge al termine. Torniamo nella città vecchia e approfittiamo dei toni drammatici del cielo per scattare tante foto, a vie, chiese, statue. Bellissimo il palazzo presidenziale che la sera muta colore e che si affaccia sulla Krakowskie Przedmieście, la prestigiosa via che parte dal Castello Reale.

Presidential Palace in violetPresidential Palace in violet Vogliamo immortalare ogni angolo di questa splendida città. Varsavia si svela poco a poco, non lo fa in modo appariscente e gioioso come Cracovia, ma si lascia scoprire da occhi attenti, pronti ad andare dietro alle apparenze per trovare il suo cuore pulsante.

Catholic and communistCatholic and communist The mermaidThe mermaid Ci concediamo poi una bella pizza di fronte al palazzo reale e torniamo in albergo per riposare un po'.
Dopo qualche ora ci armiamo di macchine e treppiedi e andiamo verso il Palazzo della cultura e della scienza. Scattiamo qualche foto anche agli altissimi palazzi circostanti, poi ci dirigiamo verso la stazione e facciamo una capatina nel centro commerciale adiacente.

Palace of Science and CulturePalace of Science and Culture Flowers and palacesFlowers and palaces Beh, chiamarlo centro commerciale è un po' riduttivo, diciamo che è piuttosto un'opera architettonica di gran pregio disposta su più piani. Vale la pena visitarlo, anche solo per i negozi che ci sono all'interno. Il tetto ci ha ricordato la cupola del Reichstag di Berlino. Usciti dal centro commerciale ci siamo incamminati di nuovo verso il centro storico, il cielo era di un colore incredibile, azzurro striato di rosso, si prospettava un tramonto da urlo.

Fire in the skyFire in the sky Rapidamente ci siamo avvicinati alla piazza del castello reale, ma siamo arrivati troppo tardi. Abbiamo scattato ugualmente qualche foto e all'alba delle 21 ci siamo seduti finalmente in un ristorantino, lo stesso in cui avevamo cenato il giorno precedente. Stasera ci siamo concessi anche uno squisito dolce alle mele con gelato, mmhhh! Da far resuscitare un morto e noi morti lo eravamo davvero, dalla stanchezza! Ultima serata a Varsavia, abbiamo percorso ancora le viuzze del centro inebriandoci delle luci e dei colori delicati delle case, che bella città... non possiamo che consigliarne la visita. Due giorni sono un po' pochi, ma bastano comunque per visitare le attrazioni principali o comunque quelle a cui si è più interessati.

mer 31 - Da Varsavia a Toruń

Stamattina sveglia alle 5:30, vogliamo partire presto per fermarci al Łazienki Park. Si trova a soli 4 km dal nostro hotel e possiamo fermarci mentre andiamo verso Toruń. Arrivati al parco cerchiamo subito il "palazzo sull'acqua" e scattiamo qualche foto.

Park Łazienkowski, front sidePark Łazienkowski, front side La sorpresa non è, però, il palazzo, bensì gli innumerevoli scoiattoli che attraversano il parco lasciandosi avvicinare dalle persone. Sono abituati a prendere il cibo dalle mani e una gentile signora polacca si offre di dare una noce allo scoiattolino che sto cercando di fotografare, per far sì che io possa riprendere la scena.

Red squirrelRed squirrel Red squirrel taking a walnutRed squirrel taking a walnut Che meravigliosi e simpatici roditori, è una gioia vederli così da vicino. Non ci stancheremmo mai di immortalarli, ma è ora di partire e, seppur a malincuore, usciamo dal parco e risaliamo in auto per percorrere i circa 200 km che ci separano dalla nostra prossima meta. Arriviamo a Torun intorno a mezzogiorno, il nostro hotel è proprio nel centro storico. Si chiama Pod Orłem ed è molto vecchio, con arredi antichi. La camera che ci viene assegnata è ampia e la zona tranquilla. Ottimo albergo, lo consigliamo vivamente a chiunque volesse visitare questa deliziosa cittadina. Una volta depositati i bagagli usciamo e giriamo un po' per le vie, ci fermiamo a pranzare in un locale all'aperto e poi decidiamo di salire sulla torre del munipicio trecentesco per una veduta della città a 360 gradi.

Ne vale la pena, il cielo è nuvoloso e minaccia pioggia, i colori appaiono ancora più vividi. Scattiamo un po' di foto per poi discendere e ributtarci nella mischia di chi affolla le strade. Mamma mia, quanta gente, sembra che non esista una cittadina polacca (almeno fra quelle visitate) con strade deserte... e questo in qualsiasi ora del giorno e della sera! Oggi ho anche l'occasione di sperimentare le poste polacche. L'ufficio postale è l'unico luogo in cui sia possibile acquistare francobolli e dopo una fila interminabile (anche le poste sono frequentatissime) riesco ad avere quello che desidero. La giornata ci riserva anche il primo acquazzone di queste vacanze, l'aria si fa frizzante e finalmente riusciamo a camminare senza dover sudare a ogni passo... Le strade rese lucide dalla pioggia e i passanti frettolosi diventano uno spunto per nuove foto.

Dopo aver girato in lungo e in largo ceniamo con una squisita pizza come sempre annacquata da due bei bicchieri di birra poi scendiamo verso il fiume. Il cielo tinto di rosa crea un piacevolissimo contrasto con l'acqua che si riempie di mille riflessi.

Anche questa lunga giornata è terminata. Rientriamo in hotel. Domani si parte per la nostra ultima meta polacca, Danzica.

gio 01 - Da Torun a Danzica

Questa mattina, di buon'ora, siamo ripartiti alla volta di Danzica, la bella città polacca che fu oggetto di contesa fra Russi e Tedeschi e che costituì uno dei motivi scatenanti dell'invasione da parte della Wehrmacht di Hitler del territorio polacco, nonostante i chiari accordi fra i due paesi. Giunti all'hotel Qubus scelto per il pernottamento e vicinissimo al centro storico, parcheggiamo, depositiamo il bagaglio e ci incamminiamo subito verso il porto medioevale. Ad attenderci, in una magnifica giornata di sole e vento con un cielo costellato di nuvolette bianche che giocano a rincorrersi, troviamo una delle più deliziose cittadine che ci sia mai capitato di visitare! Dal ponticello che attraversa la Motlava gli occhi spaziano sull'antico porto, quello che si vede sulle cartoline o sulle guide turistiche, e la vista fatica a saziarsi di cotanta particolare bellezza.

Le forme degli edifici, il vecchio ascensore, il veliero che arriva solcando le acque per fermarsi proprio di fronte a noi.

E ovunque è un brulichio di persone, di voci, di colori. Credetemi, vale la pena di venire qui solo per fermarsi ad ammirare questo incredibile scenario. Anche all'interno non mancano le sorprese. I palazzi, il municipio, le innumerevoli bancarelle che riempiono ogni viuzza con prodotti tipici e non tipici, gli artisti di strada, il mercatino dell'antiquariato.

Inutile dire che Danzica è pane per chiunque ami girare con una fotocamera e noi non abbiamo certo lesinato in scatti. Abbiamo girato in lungo e in largo cercando di riprendere il porto da più angolazioni e andando alla ricerca di spezzoni di vita quotidiana. La lunga giornata non ci ha impedito di uscire anche la sera per qualche bella foto del porto illuminato e la nostra fatica è stata ampiamente ripagata!

Domani lasceremo la Polonia per fare rotta su Lipsia.

ven 02 - Da Danzica a Lipsia

Ultima mattina in Polonia. Sveglia prestissimo per un'altra breve visita della città e per gli ultimi scatti sul porto, poi ripartiamo alla volta di Lipsia, fermandoci a far colazione lungo la strada con uno squisito cappuccio.

Ci dispiace lasciare questo paese così accogliente e dall'ottima cucina. Abbiamo incontrato persone molto cordiali che, nonostante le difficoltà linguistiche, hanno fatto del loro meglio per comunicare con noi. Abbiamo visitato città stupende e ricche di storia, in poche parole... ci siamo sentiti a casa. Sicuramente torneremo, ci sono tante altre località che vorremmo vedere e che abbiamo dovuto escludere dal nostro tour per motivi di tempo. Il nostro percorso "della memoria" ci ha regalato davvero tante emozioni...
Sulla strada del ritorno in Germania incappiamo, purtroppo, in un brutto incidente che ci costringe a restare fermi in colonna per ore sotto un sole cocente, la temperatura esterna segnata dall'auto è pari a 42 gradi, ragazzi, si schiatta letteralmente. Per fortuna arrivano i mezzi di soccorso e pian piano riusciamo a muoverci prima di morire arrostiti! Arriviamo a Lipsia dopo le 19.00 e ormai troppo stanchi per visitare la città. Dopo aver depositato i bagagli usciamo e andiamo in centro, ma fa davvero troppo caldo, non soffia un alito di vento e le piazze sono gremite di gente, ma qui nessuno soffre il caldo? O saremo noi ad essere così stanchi da non riuscire più a tollerarlo? Comunque sia, ci sediamo in una pizzeria all'aperto dove ci servono una pizza appena appena passabile accompagnata da una buona birra, dopodiché giriamo un po' per le vie e rientriamo subito dopo in albergo. Sicuramente anche Lipsia ha delle bellezze da mostrare, ma siamo arrivati troppo tardi per poterle apprezzare... Domani mattina si riparte per tornare a casa.

sab 03 - Da Lipsia a casa

Partenza alle 7 in punto per affrontare l'ultima parte di tragitto, quella che in circa 850 km ci riporterà a casa. La giornata è splendida come tutte quelle che ci hanno accompagnato in questa bella vacanza polacca e il caldo è torrido già di primo mattino. Come avevo già scritto, sicuramente questo viaggio ci resterà impresso anche per essere stato il più caldo in assoluto. La guida sulla Polonia che avevo acquistato parlava di temperature molto più basse e della necessità di vestirsi a "cipolla"! Effettivamente si è trattato di un'ondata di caldo africano eccezionale anche per loro e che ha colpito paesi situati anche molto più a nord, portando per esempio le temperature di Capo Nord a livelli ben superiori alla norma: 28 gradi! Al di là del fattore atmosferico, siamo rimasti affascinati da quello che abbiamo visto ed emozionati fino alle lacrime da quello che abbiamo "sentito" nel visitare alcuni luoghi particolari, mi riferisco in particolar modo al campo di concentramento di Auschwitz. La crudeltà senza fine che traspare ancora oggi da ogni angolo di quel campo sventurato è capace di annichilire il visitatore anche dopo tutti questi anni. Con l'augurio che la storia non debba mai più ripetersi, concludiamo questo diario di viaggio.

Km percorsi: 4250
Voto: 10


Comments

Life Pictures
Grazie @Etna e grazie @actarus8v per i vostri gentilissimi commenti!
actarus8v(non-registered)
complimenti davvero per il viaggio e per le foto.....
la vostra passione traspare da ogni singolo scatto ;)
Etna(non-registered)
Complimenti anche a lei, ho avuto il piacere di vedere anche il reportage di Stefano e mi ripeto anche qui, per lo splendido lavoro nel montaggio/descrizione che hanno completato la seguenza di scatti fotografici molto suggestivi. Interessante poter fare il confronto e riuscire a tirar fuori le differenti interpretazioni fotografiche dei luoghi visitati, resi evidenti dalla composizione dello scatto ed anche dalla post produzione riservata ad alcuni di essi. Grazie.
Life Pictures
Ringrazio infinitamente Stefano, Massimo, Brando e Nivola per i graditissimi commenti! Grazie per il tempo che avete dedicato alla lettura del racconto e alla visione delle foto :-)
Nivola(non-registered)
Complimenti, Dony. Foto meravigliose e dettagliato e interessante reportage del viaggio. Brava
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